lunedì 12 ottobre 2009

Pensiero positivo: Vuoi focalizzazione sulle soluzioni dei tuoi problemi?


Buon inizio di settimana a tutti. Spero che abbiate passato bene il week end appena passato e che siate carichi per affrontare una nuova settimana.

Nel precedente articolo ho parlato di pensiero positivo e quanto sia produttivo pensare in questo modo, aggiungendo che non c'è nessuna tecnica "speciale" per imparare a pensare in positivo ma che basta semplicemente, appunto, pensare in positivo.

Anni fa, quando ho incominciato ad interessarmi di pensiero positivo e Pnl, mi sono sempre fatto questa domanda :"Se devo pensare in positivo e, non sono capace di farlo, come posso iniziare fin da subito a riuscire a pensare in positivo?". Pertanto ho incominciato a sperimentare su di me quale fosse la via più semplice per riuscire a pensare in positivo.

La prima cosa che si trova scritti in quasi tutti i libri sul pensiero positivo è che bisogna sostituire i pensieri negativi con quelli positivi. Pertanto se tu pensi di non riuscire a fare una determinata cosa pensando che non ne sei capace, devi sostituire questo pensiero con uno positivo, ovvero pensare che sarai in grado di portare al termine il tuo compito e che sarai capace di farlo. Devi credere in te stesso.

A proposito di questo voglio dire qualcosa al riguardo: spesso mi è capitato di "scontrarmi" con quelle persone, a cui suggerivo di pensare in questo modo, le quali mi attaccavano dicendomi che credevo a fantasie, di non stare con i piedi per terra e infine di fissarmi ogni tanto con qualcosa di nuovo.

Spesso a queste persone, dopo che avevano sbollito la loro rabbia, rispondevo che anche io ero un abitante del Pianeta Terra e che anche io, a differenza di ciò che pensavano, dovevo scontrarmi con i problemi che si affacciavano nella mia vita, e che io non avevo porzioni magiche per risolvere le mie situazioni.
Sì, perché c'è da sfatare un piccolo tabù, non è chi pensa in positivo sia immune dai problemi, chi pensa questo è un superstizioso, come quelli che credono che pensando in positivo possono controllare il tempo del fine settimana così possono fare la loro gita fuori porta. Questi non sono gli ottimisti, ma sono semplici superstizioni e pure stupidi, passatemi il termine, perché i nostri pensieri non influiscono minimamente sulle "sorti" del tempo. Niente di più sciocco e di più ridicolo una persona non può pensare riguardo al "pensiero positivo".

Assodato che anche gli ottimisti, coloro che pensano in positivo, non sono immune dai problemi, allora perché conviene pensare in positivo? Semplicemente perché la vera differenza è come ci si pone davanti ai problemi che ti capitano inesorabilmente nella tua vita. Se sei un tipo che si lamenta in continuazione, ripetendoti che tanto lo sapevi che ti sarebbe capitata quella situazione, che tu non ha diritto alla felicità e non fai altro che vedere problemi su problemi, non dovresti poi meravigliarti se "capitano tutte a te". Sei d'accordo?

Diversamente se sei un tipo che invece, nonostante la situazione difficile che gli si pone davanti, cerca di darsi da fare per trovare una o più soluzioni, ce la mette tutta per risolvere il problema che ha, allora posso dirti che sei sulla strada giusta, che questo è il modo giusto per affrontare qualsiasi evento che ti capita nella tua vita.

Non so quante volte l'ho detto in questo blog, chi vuole affrontare positivamente la propria vita deve focalizzarsi sulle soluzioni invece che sui problemi, questo ti da la possibilità di reagire nella maniera giusta ad ogni situazione che ti si para davanti, per quanto difficile possa essere, perché sappiatelo, il Buon Dio non ti darà mai da affrontare problemi più grandi di quanto saresti in grado di affrontare.

Pertanto a tutte le persone che si vedono nel primo profilo, ovvero a tutti i lamentosi, pessimistimi, negativi, che leggono questo articolo consiglio semplicemente questa cosa:

Il tuo compito è quando hai un problema di focalizzarti sulle soluzioni.

Come si fa?

Quando hai da affrontare un problema chiediti come puoi affrontarlo, scrivi su un pezzo di carta quali sono le possibili soluzioni, anzichè martellare il tuo cervello con accuse, lamentele, rabbia, rancore e negatività. Vedrai che prima o poi troverai la soluzione giusta per risolvere il tuo problema. Se non credi a ciò che ti dico sei liberissimo, ma prima di "sparare" ogni giudizio nel merito, ti consiglio solo di provare, male che vada non avrai risolto il tuo problema come ti sarà capitato le tante altre volte che ti sei lamentato.

Nel prossimo articolo parlerò di un altro elemento fondamentale che ti aiuterà a continuare a pensare in positivo.

martedì 6 ottobre 2009

Come imparare a pensare in positivo

Il cervello umano si nutre di pensieri e l'uomo non può smettere di pensare, lo deve fare continuamente, non ne può fare a meno. Difatti non abbiamo la capacità di controllare tutti i nostri pensieri ma possiamo programmare il nostro cervello a pensare in positivo affinché possiamo riuscire a farlo anche incosciamente così da migliorare notevolmente la nostra vita.

La differenza principale è il come si pensa. Sai qual è la differenza tra un uomo di successo e un fallito? I pensieri! l'uomo di successo produrrà pensieri positivi a differenza del fallito che penserà sempre "Non ci riesco" " Non sono capace" "Ho paura di sbagliare" e così via.

I nostri pensieri si realizzano nella realtà. Ciò su cui ci focalizziamo su un pensiero e più questo attira la nostra realtà.
Cerco di spiegarmi meglio.
Se sei abituato a pensare di avere difficoltà, di non riuscire a trovare un lavoro, di non essere all'altezza, sicuramente ti saranno capitate situazioni in cui hanno confermato ciò che pensi e che ti hanno fatto dire "E' proprio come pensavo!".

Diversamente, se sei una persona che ha molta stima di , convinto delle proprie potenzialità, ti sarà capitato nella tua vita situazioni che ti hanno confermato questo e che hanno aumentato la tua autostima.

Come puoi ben vedere la differenza di comportamento e di attenzione è dato dalla focalizzazione dei propri pensieri: nel primo caso negativo, nel secondo positivo.

Pensare in positivo è solo un abitudine che devi fare tua, se ti sei sempre "impegnato" a pensare in negativo oggi puoi cambiare i puoi pensieri in positivi.

Come si fa a pensare in positivo? Quali sono i passi necessari per fare propria questa buona abitudine?

Non ci crederai ma non devi sviluppare nessuna tecnica particolare; devi fare solo una cosa: per pensare in positivo devi incominciare a pensare in positivo. Semplice no? Comincia fin da subito, quando ti viene in mente un pensiero negativo cambialo in positivo, ripetilo continuamente finché non fai tuo questo pensiero. Devi bombardare la tua mente di positività, solo in questo modo puoi migliorare i tuoi pensieri, devi farlo subito, non rimandare, altrimenti cadrai continuamente nelle ragnatele della tua mente.

Procedendo in questa maniera il tuo subconscio registrerà tutti i tuoi nuovi pensieri e nel giro di poco ti abituerai a pensare in positivo e a farlo incosciamente.
Se trovi difficile questa nuovo modo di pensare ti do un piccolo suggerimento.
Puoi scrivere i tuoi nuovi pensieri su un quaderno e rileggerli ogni tanto così da facilitarti il compito di "programmare" la tua mente a pensare in positivo.

Fammi sapere cosa ne pensi e se otterrai miglioramenti da questo nuovo modo di pensare.

lunedì 5 ottobre 2009

Comunicazione importante: Sono Tornato !!

Buongiorno a tutti !!

Sono ancora vivo e non mi è successo nulla, e pertanto sono di nuovo operativo in questo blog, ho ricevuto tanti messaggi in cui mi si chiedeva che fine avessi fatto e per quale motivo non scrivessi più in questo mio spazio web.

Vi dico che i motivi sono tanti, alcuni personali e altri legati proprio alla gestione di questo blog.
Ho pensato se valesse la pena continuare su questa linea vista la poca partecipazione di tutti, non capendo se ciò che stessi scrivendo fosse per voi interessante o no.

L'altro motivo è che volevo cambiare la piattaforma del mio blog, ovvero spostare tutto su Wordpress ma mi è stato detto che è un lavoraccio e che non ne valesse la pena, pertanto sto maturando l'idea di creare un nuovo Blog lasciando questo spazio gratuito che mette a disposizione google, sinceramente questo mi dispiace un pò.

L'argomento del nuovo blog dovrebbe ricalcare quello che tratto qui, con particolare attenzione all'agomento comunicazione, materia sulla quale nutro particolare interesse.

Il progetto comunque è ancora in altomare devo solo capire come procedere e poi comunicarvi il tutto tramite questo blog.

Per il momento continuerò a scrivere su questo blog seguendo ormai la sua linea di origine, sperando di darvi gli giusti stimoli per migliorare la vostra crescita personale.

Comunque per ogni comunicazione, vostra necessita o se volete semplicemente suggerirmi un argomento di cui vi piacerebbe che io trattassi, non dovete far altro che comunicarmelo con un semplice commento. Farò in modo di accontentarvi. ;-)

Per il momento vi lascio con questo mio nuovo intervento, ci sentiremo nei prossimo giorni.

Un caro saluto a tutti voi che mi seguite constantemente.

mercoledì 13 maggio 2009

Come migliorare la qualità della propria vita? 2° parte

Nella seconda e ultima parte di "Come aumentare la qualità della propria vita", ti racconto quello che successe quando Lynn Townsend assunse la direzione di una nota Casa automobilistica Americana, la Chrysler. Era il periodo in cui tutto il settore automobilistico fu colpito da una profonda crisi causando il crollo delle vendite delle auto. La prima cosa che fece Townsend fu quello di aumentare le entrare e ridurre i costi. Come? Licenzio i 2/3 dello Staff Tecnico. I profitti schizzarono verso l'alto e Townsend fu proclamato eroe, per aver risanato il bilancio della Chrysler.

Ma pochi anni dopo la Chrysler si trovò in seri guai finanziari. Townsend con il suo operato, aveva distrutto le basi delle qualità che aveva resa famosa la Chrysler. Il suo comportamento aveva prodotto dei benefici a breve termini, quelli che erano facilmente visibili, mentre quelli visibili a lungo termine non erano stata presa in considerazione. Molto spesso si pensa di curare i sintomi di una crisi mentre invece se ne alimenta la causa.

Il comportamento adattato da Townsend, come quello degli incentivi statali di oggi atti a risollevare il mercato dell'auto, è paragonabile ad una persona che fa uso di cocaina.
La cocaina fa sentire le persone in gran forma, euforiche, e piene di energia, però si tratta di una forma illusoria, innaturale, inevitabilmente temporanea e gravata da pesanti effetti collaterali, a cominciare dallo stato in cui l'organismo viene a trovarsi DOPO.

In altre parole, se io prendo la cocaina ( o altre sostanze simili, alcool compreso ), non mi garantisco soltanto un periodo....di grandi prestazioni ( molto al di sopra del normale ), ma anche il successivo periodo di malessere e prestazioni disastrose ( molto al di sotto del normale ) che, in fin dei conti, costituisce la molla che mi spingerà a prendere altra cocaina e così via. Più io continuo ad assumere la sostanza alla rincorsa di un impossibile stato di perenne euforia, più il mio organismo si deteriora ed indebolisce.

In questo modo iniziative come quella di Townsend, degli incentivi statali ( e le iniziative analoghe ) hanno sul mercato e in generale sulla cosiddetta economia lo stesso effetto che una droga ha sull'organismo. Le vendite aumentano ma NON sono vendite normali, provocate da un naturale meccanismo di domanda/offerta; di conseguenza, quando l'incentivo finisce, le vendite crollano ben al di sotto del normale e a quel punto l'unico modo per farle risalire in fretta è introdurre altre forzature, possibilmente in dose maggiori.

Il mercato in tal modo diventa drogato e assieme a lui l'intera economia: apparentemente sta bene, è in forma, pimpante, ma in realtà è fragilissimo, pronto a crollare miseramente non appena il bluff viene a galla. I "danni alla salute" ci sono eccome. Questo modo di procedere è deleterio per tutta la comunità. I soldi non sono tutto nella vita, ma se una famiglia si è allegramente indebitata ( anche grazie alla persuasione derivante da incentivi, promozioni e prediche varie ) impegnandosi a versare svariate decine di stipendi FUTURI, senza avere ovviamente alcuna certezza di poterli incassare, le sue condizioni....di salute sono estremamente precarie.

Se poi le famiglie del genere sono centinaia di migliaia, allora l'intera società da essa composta è in tali condizioni. Tante belle immatricolazioni e tante belle macchine nuove per la strada, guidate da gente che NON le possiede perché NON le ha pagate, NON ha i soldi per pagarle e non sa se li avrà in futuro.

Se non ci fossero stati gli incentivi si sarebbero vendute molte meno macchine e si sarebbero creati molti meno posti di lavoro nel settore, ma sarebbero posti di lavoro molto più solidi e sicuri.

Ho riportato questi esempi per farti comprende come è la ricerca della qualità, e di conseguenza la ricerca del continuo e costante miglioramento nella propria vita, a fare la differenza. Creare le basi per una vita di qualità vuol dire prevenire possibili danni futuri derivati da scelte sbagliate atte a farti stare bene ORA ma che hanno conseguenze negative sul tuo FUTURO.

Bisogna fare delle scelte sane OGGI che hanno conseguenze positive DOMANI piuttosto che trovare effimere piaceri del momento che a lungo andare portano solo conseguenze negative. Smettere di fumare, mangiare sano, fare sport, smettere di indebitarsi, ridurre l'alcool, bere più acqua, sono solo degli esempi "banali" che ti consentono di vivere una vita migliore. Ma se vuoi avere il meglio devi incominciare a fare molto di più: riuscire a raggiungere i tuoi obiettivi, fare un lavoro per te appagante, formarti personalmente, leggere libri che molto spesso ti ho consigliato in questo BLOG, fare corsi, fare viaggi culturali, ecc. Insomma devi smettere di dormire, devi incominciare a fare sul serio: prendi in mano la tua vita e fanne il tuo tesoro più prezioso!

martedì 12 maggio 2009

Come migliorare la qualità della propria vita? 1° parte

Dopo 2 mesi ritorno a scrivere sul mio Blog. Forse qualcuno avrà pensato che l'avessi abbandonato, ma non è così. In questo periodo ho potuto riflettere su alcuni progetti che ho in mente, presto ne avrai notizia ;-)

Oggi voglio parlarti della qualità. Spesso questo termine lo sentiamo nei prodotti che vengono commercializzati "E' di qualità" è la frase più usata per dire che un prodotto è ottimo, in particolare sui prodotti alimentari, su vestiti, sui prodotti elettronici e in particolare sulle automobili.

Spesso sentiamo il termine, orami duro a morire "La qualità si paga". Chi osa dire il contrario? Se compri un vestito firmato lo paghi almeno 3 volte tanto di uno non di marca. Secondo te esiste la qualità nei prodotti non firmati? Basta apporre una firma per fare un vestito di qualità? Cosa rende un vestito di qualità? Forse il materiale utilizzato, come viene cucito e via discorrendo? Si trovano vestiti di qualità anche se non prodotti da Armani, Fendi, Versace, e via cantando?

Anche nel campo automobilistico il concetto di qualità è molto importante. In questo i Giapponesi la fanno da padrone. Infatti per parlare di qualità i Giapponesi usano la parola Keizen, non esiste una parola equivalente in Italiano, la si può tradurre in continuo e costante miglioramento passo passo. Secondo i Giapponesi fare piccoli passi, apparentemente insignificanti, ogni giorno porta a stupefacenti miglioramenti. La parola Keizen i giapponesi la utilizzano in ogni aspetto della propria vita, nei rapporti interpersonali, nel lavoro, nell'economia, ecc...non per questo il Giappone è una delle più grandi potenze mondiali.

Per affronfondire questo concetto riporto quanto afferma Wikipedia sul concetto di Keizen:

Il Kaizen (改善) è una metodologia giapponese di miglioramento continuo, passo a passo, che coinvolge l'intera struttura aziendale. Il termine Kaizen, infatti, è la composizione di due termini giapponesi: KAI (cambiamento) e ZEN (meglio). Il kaizen si connette con concetti come il Total Quality Management (TQM - Gestione della qualità totale), il Just In Time (JIT - abbattimento delle scorte), il kanban (metodo per la reintegrazione costante delle materie prime e dei semilavorati).

Il kaizen, presentato inizialmente dalla TOYOTA e applicato sempre più in tutto il mondo, si basa sul principio che detta le fondamenta di questa 'filosofia': "L'energia viene dal basso", ovvero sulla comprensione che il risultato in un'impresa non viene raggiunto dal management, ma dal lavoro diretto sul prodotto. Il management assume dunque una nuova funzione, non tanto legato alla gestione gerarchica quanto al supporto dei diretti coinvolti nella produzione.

Una metodologia classica, creata e sviluppata in Giappone per coinvolgere i singoli nel miglioramento, è il cosiddetto Sistema dei suggerimenti che consiste in proposte formulate da tutti i dipendenti per apportare migliorie al ciclo produttivo o per evitare l'insorgere di problemi ancora non manifestati ma di probabile insorgenza: i cosiddetti warusa kagen.

Il sistema semplice quanto innovativo che rappresenta la forza di tale metodologia sta nella riduzione degli sprechi (Muda). Il vecchio sistema studiava l'energia e la materia impiegate per il raggiungimento del risultato: il metodo che veniva utilizzato per aumentare il rendimento del processo era quello di aumentare il lavoro utile. Con la metodologia Kaizen, invece, bisogna impegnarsi nella riduzione di quei processi che non creano valore aggiunto sul prodotto, ovvero eliminando tutte quelle attività che il consumatore non è disposto a pagare.



A tal proposito ti racconto un episodio risalente a una ventina di anni fa nel settore automobilistico. La Ford Americana per accelerare la produzione di una delle sue vetture, decise di avvalersi della collaborazione di una Casa Giapponese per la costruzione del cambio di trasmissione, ottenendo così risultati favorevoli. Gli americani facevano la fila, ed erano disposti a pagare ed aspettare di più per avere la Ford con il cambio giapponese. Così i dirigenti Ford si erano un pò risentiti affermando che fosse una falsa credenza quella di credere che la propria vettura con cambio giapponese fosse migliore di quella con cambio americano.

Decisero di controllare entrambi i cambi e verificare la qualità degli stessi. Dal controllo risultò che il cambio giapponese era perfetto, privo di ogni difetto, mentre quello Ford, pur rispettando gli standard qualitativi imposti dalla Casa, non era all'altezza di quello Giapponese, presentando dei difetti di fabbricazione. Infatti risultò che le macchine con cambio Ford ritornarono in assistenza proprio per il problema al cambio, a differenza di quelle con cambio giapponese che non presentava difetti. In sostanza i Giapponesi avevano tenuto standard qualitativi più alti rispetto a quelli richiesti. Ed è proprio questo che ha fatto la differenza.


La differenza tra la Ford e questa casa Giapponese è stato che in Ford pensavano che per costruire prodotti di qualità i costi sarebbero aumentati, mentre i Giapponesi pensavano il contrario, che fare prodotti di qualità i costi si riducono. Chi aveva ragione tra le due case automobilistiche? Ovviamente i giapponesi, per i seguenti motivi:

1) Creando prodotti di qualità le vetture non ritornano indietro così da non sostenere ulteriori costi

2) I clienti sono soddisfatti

3) Più i clienti sono soddisfatti più sono disposti a comprare altri prodotti della stessa casa

4) Si creano clienti fidelizzati

Queste sono solo dei piccoli motivi, ce ne possono essere molti altri.
Nel caso della Ford, che non ha creato prodotti di qualità cosa succede? Apparentemente Ford ha ridotto i costi, ma a sfavore delle qualità:

1) Le vetture ritornano indietro per il problema al cambio, altri costi da sostenere per Ford per la riparazione o sostituzione

2) I Clienti non sono soddisfatti

3) Più i clienti sono insoddisfatti più sono propensi a non comprare altri prodotti della casa

4) Clienti insoddisfatti significa cattiva pubblicità per Ford, perché chi è scontento è più propenso a parlare ad altre persone del suo cattivo acquisto.

Come vedi, tra i 2 modi di procedere ci sono delle sostanziali differenze.

Anche tu nella tua vita puoi scegliere se aumentare la qualità di essa, oppure ridurre i costi a discapito della qualità. Magari ti stari chiedendo quali sono i costi della tua vita, vero? Il costo maggiore è quando vivi una vita di stenti, sempre dietro ai problemi, a lasciarti vivere piuttosto che a vivere una vita attiva, quando decidi di non fare il primo passo verso una vita migliore, quando rinunci ai tuoi obiettivi, quando ti lasci condizionare dagli altri e lasci a loro la conduzione della tua vita.

In tutti questi casi tu stai pagando con la tua stessa Vita raccogliendo solo briciole. Se vuoi aumentare la qualità della tua vita, devi darti da fare, comincia a fare il primo passo, decidi tu della tua vita, ragiona con la tua testa, e non con quella dei tuoi colleghi, amici, parenti, della TV, dei politici, dei giornalisti. Leggi più libri possibili, sia quelli sulla formazione e sia quelli che ti piacciono, se ti capita di fare un corso anche se costa un pò, fallo, ne vale la pena, perché stai investendo su te stesso. Non ridurre i costi così, perché poi i problemi ti verranno presto a trovare e quando non sai come fare, come trovare delle soluzione, vuol dire che stai pagando con la tua vita.

Nel prossimo articolo continuerò a parlare di qualità, affrontando un argomento molto interessante. Non mancare.

A Presto

giovedì 12 marzo 2009

La Storia di Soichiro Honda ha da insegnarci qualcosa

Oggi ti voglio parlare di Soichiro Honda, fondatore dell'omonima casa automobilistica Giapponese.
Soichiro Honda, proveniva da una famiglia di umili condizioni, viveva alla giornata, eppure aveva un sogno, quello di produrre anelli elastici per le vetture della Toyota. Mentre ancora andava a scuola, tutto quello che aveva lo impegnò in un piccolo laboratorio, dove lavorava giorno e notte, immerso nel grasso fino ai gomiti per produrre la sua idea. Tanto è vero che per rimanere in affari impegnò anche i gioielli di sua moglie.
Quando finalmente la sua invenzione fu prodotta la Toyota gli disse che il suo anello elastico non si adattava ai propri standard.

Così ritornò a scuola e ogni volta che si parlava delle sue invenzioni veniva costantemente deriso dai suoi insegnati e compagni di classe. Ma mai Honda si diede per vinto. Aveva un sogno e sapeva che prima o poi lo avrebbe realizzato.

Continuò a migliorare la sua invenzione finché dopo 2 anni la Toyota gli commissionò il lavoro a cui aveva dedicato tanto tempo. Ma dato che il governo giapponese era impegnato nella seconda guerra mondiale si rifiutò di vendergli il cemento per costruire la sua fabbrica.

Ti sembra che questo fu un motivo valido per far rinunciare ad Honda il suo sogno? Niente affatto, radunò la sua equipe ed inventò un nuovo modo di produrre il cemento.
Durante la guerra la sua fabbrica fu rasa al suolo per ben 2 volte e gran parte dei suoi macchinari furono distrutti. Anche in questo caso Soichiro Honda radunò la sua equipe e recuperò tutti i barili di benzina che i bombardieri americani avevano gettato, lui li definiva "I doni del presidente Truman", perché gli fornivano le materie prime che gli servivano per il processo di fabbricazione.

Poi fu un terremoto a distruggere la sua fabbrica, a questo punto Honda vendette il suo brevetto alla Toyota.

Honda, era un nuovo che sapeva quello che voleva, che continuamente cambiava approccio ogni volta che per strada incontrava delle difficoltà, un uomo che aveva preso importanti decisioni e che sapeva come trovare delle soluzioni. Un uomo che non si arrendeva mai e sapeva come alimentare il suo sogno e credere in sé stesso.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale il Giappone era rimasto senza carburante, così Soichiro Honda non poteva usare la macchina per andare a comprare il cibo per la sua famiglia. Nella disperazione in cui viveva, decise di applicare un motorino alla sua bicicletta per potersi spostare da un punto ad un altro della città. Così anche i suoi vicini gli chiesero di applicare un motorino alla loro bicicletta. Applicò così tanti motorini che ne rimase sprovvisto. Decise allora di creare un' officina che si doveva occupare dell'installazione di questi motorini alla biciclette. Ma non aveva i fondi necessari per portare avanti la sua idea.

Così decise di scrivere una lettera personale ai 18.000 rivenditori di biciclette di tutto il Giappone, in cui spiegò che potevano far rinascere il Giappone attraverso la mobilità che la sua invenzione poteva fornire e convinse cinquemila rivenditori ad anticipargli il capitale necessario.

La sua prima motocicletta era troppo voluminosa e si vendeva solo agli appassionati. Così fece una versione più ridotta e più leggera che chiamò "Superclub", che ottenne un grande successo, tanto è vero che gli valse anche l'onorificenza dell'Imperatore Giapponese.
Honda arrivò ad esportare la sua invenzione in tutta Europa e negli Stati Uniti, per poi arrivare negli settanta a fabbricare automobili dove oggi si vendono in tutto il mondo. La Honda, negli Stati Uniti è il secondo produttore di automobili dopo Toyota.

Se hai un sogno, non rinunciarci ma, ma portalo sempre avanti. Non credere che non ci siano le condizioni adatte affinchè si realizzi, l'unica cosa di vero sono solo le tue reazioni agli eventi esterni. Per cui se non relizzi il tuo sogno non è perchè non ci sono le condizioni adatte, ma semplicemente perchè tu hai reagito in un certo modo ad un determinato evento esterno. Se desisti la responsabilità è solo tua.

lunedì 9 marzo 2009

Vuoi sapere come influenzare i tuoi stati emoziali?

I pubblicitari sono stati i primi a influenzare le nostre associazioni al dolore e al piacere.
Essi sanno bene che quello che ci spinge a comprare non è tanto la nostra mente, ma le sensazioni che associamo ai prodotti pubblicizzati. Pertanto essi sono diventati esperti di tutta una serie di elementi che ci inducono in uno stato emozionale positivo: musiche rilassanti o eccitanti, frasi persuasive, colori vivaci o tenui, ecc.., e quando il nostro stato emozionale è al massimo ecco che ti proiettano continuamente il loro prodotto, finché noi non lo associamo a queste sensazioni piacevoli.

Ciò che determina l'acquisto di un prodotto dei consumatori è la stessa forza che provoca tutte le tue decisioni. Se vuoi avere il controllo della tua vita, devi avere il controllo di questa forza per poter decidere delle tue azioni in maniera conscia. Se non farai questo, saranno altri a condizionare il tuo modo di comportarti e ad influenzarti ad agire come loro vorrebbero.

Visto che i pubblicitari sono bravi a farci cambiare i nostri stati emozionali riguardo ad un determinato prodotto, puoi anche tu utilizzare la stessa tecnica per avere il controllo della tua vita.


Vuoi sapere come fare?



E' semplicissimo. Devi collegare il dolore ai comportamenti che vuoi evitare ad un livello di intensità emozionale che non vorresti nemmeno più prenderli in considerazioni. Associare invece piacere ai nuovi comportamenti che vuoi seguire.

Questo è il primo passo da compiere e rendersi conto che dolore e piacere influiscono su ogni tua decisione.

Con l'arrivo della bella stagione molte persone decidono di mettersi a dieta. La logica ci induce a pensare che per avere un fisico snello, stare in salute e in forma si è disposti a fare dei sacrifici come quello di rinunciare a qualche cibo grasso per raggiungere il proprio obiettivo.

Di solito la gente quando decide di mettersi a dieta ha sempre delle buone ragioni per farlo, per sentirsi in forma, per la propria salute, per entrare in vestiti più comodi, per maggiore autostima, per avere più sicurezza verso l'altro sesso, ecc..
Spesso tutte queste buone intenzioni sono superate ampiamente da altre giustificazioni che impediscono realmente il buon fine di una dieta, come quello di prendere l'impegno con sé stesso per mettersi a dieta, evitare cibi grassi, mangiare di meno, avere i morsi di fame nello stomaco, fare sport, ecc...

In questo modo si preferisce rinunciare a mettersi a dieta per gratificarsi con un piacere momentaneo, come quello di mangiare un dolce, una pizza o un piatto di patatine fritte.


Perché avviene questo?



Perché si associa più dolore alla rinuncia di certi cibi che al piacere di raggiungere la forma fisica desiderata. Ciò significa che le persone si concentrano maggiormente sull'avere un piacere momentaneo che averlo, invece, a lunga scadenza. Concentrandosi sui piaceri a breve scadenza si finisce con il provare dolore a lunga scadenza. Diversamente, concentrandoci sul dolore a breve scadenza saremmo ripagati dal piacere a lunga scadenza.

Poniamo il caso di chi fuma. Ogni fumatore associa al fumare una sigaretta un piacere, che è solo momentaneo, come quello di fumare dopo il caffè, dopo i regolari pasti e in compagnia. Ma cosa comporta fumare continuamente per anni e anni di seguito? Che quel momentaneo piacere può essere sostituito dal dolore di una malattia che ha delle conseguenze devastanti.

Stessa cosa per chi continua a mangiare in maniera spropositata. Prima o poi dovrà fare i conti con i problemi di salute.

Questo succede perché non ci si chiede mai cosa comporta quella determinata aziona a lunga scadenza. Purtroppo l'essere umano si concentra sempre sulle cose a breve scadenza. E' anche per questo che le finanziarie hanno avuto successo in questo periodo. La gente comprava anche quando non aveva bisogno o non poteva permetterselo, tanto era convinta che sarebbe stata capace a sostenere una piccola rata mensile, salvo poi accorgersi che pagare continuamente per diversi anni lo stesso importo influiva sul bilancio familiare.

Una persona saggia è colei che valuta attentamente quali possono essere le conseguenze di un azione e che sceglie sempre quella che determina il bene per sé stessa.